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La "Strada Antronesca" e il Vallese La strada Antronesca fu praticata fin dall'antichità. Di estrema importanza il ritrovamento di una moneta dell'epoca romana in un posto di sosta situato nei pressi del passo per il collegamento della Valle Antrona con la valle di Saas, attraverso il passo di Antrona o di Saas e quindi per andare dall'Ossola al Vallese, congiungendo Villa con Visp.
Questa strada non raggiunse mai l'importanza di quella del Sempione, protetta dai governi dello Stato di Milano e del Vallese.
Tuttavia furono fatti parecchi tentativi per mantenere in efficienza e incoraggiare il traffico su quella via. Il problema principale era naturalmente quello della manutenzione, come ricorda un documento del 1454 che riporta l'incontro tra i rappresentanti dei comuni della Valle Antrona e quelli di Saas presso la chiesa di S. Bartolomeo di Saas Grund.
Il trasferimento a Villa della fiera annuale del bestiame nel XVI secolo, fa presumere che nei secoli XV e XVI questa strada sia stata mantenuta efficiente. Dal Vallese venivano soprattutto bestiame e panno.
Dall'Ossola si esportavano vino, ferro e prodotti artigianali. Molto importante era inoltre il trasporto del sale. Ma la strada del Sempione era soprattutto importante perché congiungeva la Lombardia con la Borgogna e quindi serviva il grande commercio internazionale.
Domodossola, con i suoi punti di sosta, di rifornimento e di dazio, ricavava notevole profitto da questo commercio. Una deviazione della corrente del traffico verso la Valle Antrona avrebbe danneggiato gravemente Domodossola e favorito Vogogna e Villa.
La frana del 1642 annullò il traffico e solo dopo il 1700 gli antronesi programmarono, in accordo con Vogogna, per ripristinare il traffico commerciale lungo la strada Antronesca.
Ma la supremazia di Domo fece sospendere definitivamente nel 1719 i lavori su questa strada, per opera del senatore Paolo Silva, impoverendo ancor di più questa valle.
Solo nel 1878 con decreto reale si costituì il consorzio per costruire la nuova strada della Valle Antrona che fu inaugurata nel 1883.

Evidenze Storiche (Architettoniche, Artistiche, Archeologiche)

E' ritenuta una delle vie più antiche per i passi alpini, forse già adoperata dagli Etruschi e dai Romani.
Nella prima parte si passa lungo i terrazzamento coltivati e si possono osservare i muri Megalitici di Varchignoli, la Chiesa di Seppiana, la struttura di Viganella, antico centro per la lavorazione del ferro, una deviazione a Rovesca nella frazione più antica della valle.
Antronapiana conserva ancora alcuni aspetti della vita passata e oggetti artistici di grande valore.
Dal lago Cingino sino al Passo si transita su una mulattiera antica e ben conservata, al Passo vi è un luogo di riparo dove fu trovata una moneta dell'epoca Romana.

Evidenze Ambientali (Flora, Fauna, Geologia, Paesaggio)

Lungo il percorso si possono osservare tutti gli aspetti della flora nelle varie fasce Alpine.
Varia e importante è anche la fauna: caprioli e cervi nella parte bassa della Valle, camosci e stambecchi nella parte alta.
Curiosità di quest'ultimo annimale è il vederlo arrampicare sul muro della diga del Cingino.
Il paesaggio cambia aspetto man mano che ci si innalza lungo la Valle.

Bibliografia:
Tratto da:
"La Strada Antronesca - Scheda n°8" Anno 2001
C.A.I. Sezione di Villadossola /
Comunità Montana Valle Antrona





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